04 12th, 2015

Recentemente Twitter ha lanciato il #MuseumWeek2015: trattasi di un’iniziativa alla sua seconda edizione che ha portato la collaborazione di oltre 2.200 musei, gallerie e istituzioni culturali in 64 nazioni mondiali, dei quali 211 in Italia.

Il progetto è durato una settimana, dal 23 al 29 marzo, con lo scopo di dare vita e visibilità ai musei di tutto il mondo a beneficio del grande pubblico. Le strutture partecipanti spaziavano dalle più importanti organizzazioni culturali a quelle meno conosciute, più piccole, o estremamente specializzate. Per ogni giornata erano previsti degli hashtag particolari.

Lunedì 23 marzo #secretsMW: si è avuta la possibilità di scoprire la vita quotidiana dei musei, il “dietro le quinte”;

Martedì 24 marzo #souvenirsMW: i ricordi delle gite dentro i musei che riportiamo dalle nostre visite al museo;

Mercoledì 25 marzo #architectureMW: la storia degli edifici museali, dei loro giardini, del quartiere e dei luoghi che li caratterizzano;

Giovedì 26 marzo #inspirationMW: si sono catturati i contenuti correlati alle specializzazioni dei diversi musei:! L’arte, la scienza, la storia, l’etnografia…;

Venerdì 27 marzo #familyMW: venivano segnalati i vari laboratori didattici e gli eventi per le famiglie che i musei organizzano con sempre maggiore attenzione e fantasia;

Sabato 28 marzo #favMW:  é stato dedicato a foto, video, Vine;

Domenica 29 marzo #poseMW: per l’ultimo giorno, i musei sono diventati un set fotografico ma nella formula moderna degli autoscatti in modo da permettere ai visitatori di sentirsi veri protagonisti.

Per la città di Ferrara tra i vai musei partecipanti c’era anche il museo Villa Bighi a Copparo, la cui giornata dedicata era domenica 29 marzo con tag #poseMw.

Insieme alla community degli Instagramers Ferrara, oramai compagni di merende e scorribande per la città e provincia, siamo andati alla scoperta di una realtà del territorio che io non conoscevo.

Abbiamo avuto accesso all’interno di un parco enorme colmo di alberi che stanno germogliando in questo inizio di primavera. Subito mi ha colpito lo stile della casa, che io pensavo datata, invece la nostra guida Elena Bertelli, ci ha spiegato essere stata costruita negli anni 1960/70, per volontà di Dante Bighi, un signore originario di Copparo, che di mestiere faceva il grafico e che amava ritornare nel suo paese di origine. Costruì la villa seguendo un sistema costruttivo olandese. Quando entri, percepisci subito un’aria degli anni Settanta, sarà forse anche per la presenza di una moquette verde acido per terra e rimani colpito da una vetrata enorme che illumina tutta la sala principale con visuale sul parco.

Mi sono guardata in giro… Ho visto teche con cime di barche, una campana di una nave, un barometro, degli stemmi di roccia, un tavolo immenso di granito, una porta in legno appesa al muro, una finestra realizzata con un oblò di una barca, una grande saliera di roccia, che io pensavo fosse una fonte battesimale… Mi ha ispirato tutto… Ho scattato con il telefono, poi mi sono ricordata che il tema erano le pose,  i selfie dentro il museo… Ah, meno male che avevo portato il bastone… Cioè, non è che io mi fotografo sempre… (ehm si dai ogni tanto, sono un po’ nel tunnel, ma lo faccio responsabilmente) però dovendo dar risalto a un museo, diventava difficile creare lo scatto… Ok mi sono impegnata. 

Ho guardato fuori da questa enorme finestra e mi sono stupita di vedere in mezzo a un parco un’elica di una nave, alta due metri e alla sinistra una Fiat 500 che, ci ha spiegato, Elena essere stata l’auto di Bighi a Milano e che ha voluto fosse lasciata lì nel giardino… La cinquecento è ricoperta di muschio ma mantiene il suo indiscutibile fascino…

‘Dai ragazzi tutti dentro la 500 e ci selfiamo qui dentro’ ho proposto innocentemente… Peccato che gli sportelli non si aprissero… Uff, devo trovare un’altra location.

Elena ci ha mostrato una torretta, ricoperta da erba rampicante: sembrava un locale per gli attrezzi, invece abbiamo scoperto che è stato costruito un bunker sotto terra, cioè Bighi intendeva farne una cantina interrata per i vini pregiati… Purtroppo con la pioggia si è allagata e non è stata fruibile. Rimaneva la torretta con una porta semiaperta, dove ovviamente io ho cercato di sbirciare per vedere dentro… Ovvio che la porta non si aprisse, era bloccata, così abbiamo provato a inserire i telefoni dentro e scattare ma nulla, neanche con il flash… Eravamo sempre troppo curiosi…

Siamo rientrati nella casa ed Elena ci ha mostrato la zona in cui sono esposti i lavori di Dante Bighi, che aveva creato marchi famosi tra cui la Necchi, lo stemma della camera di commercio di Ferrara, la Pam, lo stemma della scuola Luigi Bocconi: ci sono quadri con i timbri e con delle sue foto.

Mi sono trovata a scoprire un personaggio nuovo della mia terra, una persona che ha vissuto a Milano ma che ritornava alle sue origini riempiendo la sua casa di cimeli e souvenir da tutto il mondo; si, Dante Bighi era un viaggiatore particolare, in luoghi come l’India, oppure imbarcandosi in navi scuola come l’Amerigo Vespucci, o ancora l’Esmeralda, realizzando un viaggio nell’oceano Pacifico negli anni Ottanta. Ho trovato teche con oggetti originali, ampolle con polveri regalate da uno sciamano in India, oggetti, foglie di varia fattura racchiusi in teche con una breve descrizione e aforismi sull’oggetto: ho scoperto una persona ironica, divertente, ecclettica e curiosa di conoscere le tante realtà che ci circondano.

L’idea del museo è nata da Bighi stesso, che ha lasciato in donazione la villa di Copparo alla sua morte nel 1994, anche se solo nel 2008 è stata recuperata dal centro studi villa Bighi, dandogli non solo una collocazione di museo aperto al pubblico, ma utilizzando alcune stanze per l’attività di studio di architettura: un modo per dare un valore e attualizzare questa preziosa struttura altrimenti abbandonata a se stessa. Ecco, credo sia stato questo il senso della MuseumWeek: dare visibilità anche a quei musei nascosti ma pieni di vita, di interessi, di curiosità e anche questa volta noi abbiamo dato il nostro contributo.

Veronica

Delizia Estense 

03 25th, 2015

Per il fine settimana del 28 marzo 2015, ci sono diversi eventi nella nostra città che non dorme mai. 

“Cena con delitto a Ferrara” è indubbiamente una proposta accattivante, che è ambientata niente di meno che al Castello Estense. Viene servita un’ottima cena e nel contempo i commensali vengono distribuiti in sei diverse squadre, aventi come missione, smascherare l’assassino di un omicidio molto realisticamente rappresentato, seguendo con le movenze di veri investigatori. Indagini, interrogatori, ricerca del movente e dinamica dell’assassinio fanno da condimento a una cena alquanto dinamica. Giustizia viene fatta prendendo gli investigatori per la gola e regalando loro un contesto affascinante come il Castello.

“Caccia al Re” è il titolo di questa splendida iniziativa. Nel corso della stessa serata all’Acquedotto si svolge un’altra cena, dai toni diversi e non meno interessante. “100# Cene per Emergency a Ferrara” il titolo di questo evento che riunisce volontari, cuochi e appassionati di cucina a impegnarsi in questa seconda edizione che prevede una ricca cena a base di piatti tipici della cucina campana e su richiesta anche pietanze solo vegetariane. Il piacere della buona tavola viene così abbinato alla possibilità di dare il proprio sostegno ai tanti progetti umanitari di Emergency presenti anche in Italia. A noi sembra proprio una splendida iniziativa.


È inoltre partita una rassegna dal titolo “Il mito di Ferrara”, che strizza decisamente l’occhio ai tanti appassionati di storia, dando loro e non solo a loro, la possibilità di approfondire le secolari vicende storiche di Ferrara.

Si alterneranno di volta in volta presentazioni di libri nella sala dell’Arengo del palazzo Municipale e nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea a passeggiate culturali in diversi luoghi della città. Sabato 28 l’appuntamento si intitola “Trame di Dame”, riferito a donne illustri che hanno intessuto le loro trame nei labirinti del potere estense e consiste in una passeggiata che prevede anche l’ingresso al Museo di Casa Romei, concludendosi poi alla Palazzina di Marfisa d’Este.


Fino al 2 maggio, ogni fine settimana viene arricchito da questi eventi.

C’è sempre molto altro da vedere e vivere nella nostra città, cosa state aspettando?

 Veronica


Delizia Estense 


 

02 6th, 2015

Dal 12 al 15 febbraio Ferrara celebra il Carnevale Rinascimentale, facendo rivivere i fasti di Corte degli Estensi, dedicato alla figura di Anna Sforza. Anche quest’anno i palazzi della corte Estense e il centro storico di Ferrara si animano in un turbinio di festeggiamenti caratterizzati da feste da ballo, banchetti dei duchi, duelli, tornei cavallereschi e spettacoli, tutto con l’evocazione delle atmosfere che gli Estensi creavano durante questo festoso periodo. La principessa milanese Anna Sforza, moglie di Alfonso I^ d’Este, donna molto colta e bella, è stata scelta come simbolo di queste celebrazioni.

Il suo arrivo in città viene ricordato il 14 febbraio non a caso. Un tripudio di visite animate alla scoperta dei luoghi più misteriosi della città, sono contornate da banchetti che ripropongono piatti tipici dell’epoca, oltre a rappresentazioni del teatro classico. Non mancano cortei di figuranti delle Contrade del Palio, danze rinascimentali, giochi di fuoco e di abilità. C’è anche una ricca offerta anche di laboratori per bambini nei musei, conferenze a tema, mostre e concerti di musica rinascimentale, senza dimenticare l’apertura gratuita dei musei sabato e domenica. Il tutto si svolge in un centro storico dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco.

Anche per questa edizione è prevista la “Cena alla Corte Estense” all’interno del castello, con un menù tipico rinascimentale, intervallato da momenti di danza, teatro, giocolieri, dimostrazioni di duelli. Per una sera si può rivivere quella vita di corte e cavalleresca di alcuni secoli fa: il tutto si svolge il 14 febbraio. Questo nostro è uno dei pochi carnevali in Italia ad avere radici nel XV secolo, indubbiamente tra i più antichi.

Un vero e proprio viaggio nel tempo per una quattro giorni unica e dal fascino inimitabile. Noi instagrammers non potevamo di certo farci sfuggire una simile occasione e racconteremo con le immagini questa favolosa kermesse, grazie al contest fotografico indetto per l’occasione denominato #RinasciFE2015.

Vi aspettiamo numerosi anche per questa edizione, meglio ancora se armati di macchine fotografiche, costumi d’epoca e tanta voglia di divertimento.

C’è anche la possibilità di noleggiare i costumi: insomma, gli ingredienti ci sono tutti per farvi vivere ancora una volta momenti indimenticabili grazie alla nostra personale macchina del tempo. 

Veronica

Delizia Estense Guest House 

01 24th, 2015

Il nuovo anno parte all’insegna della celebrazione di grandi artisti, molti dei quali di origine ferrarese: uno di loro è il Bastianino.

Roberto Longhi, un noto storico dell’arte del secolo scorso, nel 1934 ha tradotto in parole l’essenza delle opere di Sebastiano Filippi, detto il Bastianino, con l’ecfrasi “Lampi Sublimi”.

Partendo da questo spunto, il Comune di Ferrara, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, ha organizzato una mostra alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara dal titolo “Lampi sublimi: tra Michelangelo e Tiziano, Bastianino e il Cantiere di San Paolo.” Inaugurata il 13 dicembre alla presenza del Ministro dei beni Culturali Franceschini, anche lui nostro concittadino, prevede una serie di visite guidate che accompagnano i visitatori fino al 15 marzo 2015 alla scoperta di ventuno preziose opere.

Grazie a questa mostra è stato possibile restaurare la chiesa carmelitana della Conversione di San Paolo, un altro luogo storico inestimabile della nostra città, tornato finalmente visibile al pubblico. Oltre alle opere di questo illustre artista ferrarese, sono visibili anche opere di Dosso e Battista Dossi, Tiziano, Camillo Filippi, Giorgio Ghisi e Ludovico Settevecchi. Una volta di più, l’arte si celebra in contesti unici e spettacolari.

Parte invece il 31 gennaio al Castello Estense, la mostra “L’arte per l’arte”, grazie alla quale saranno visibili capolavori di Giovanni Boldini e Filippo De Pisis, protagonisti della scena internazionale nei due secoli scorsi, normalmente ospitati a Palazzo Massari, che è purtroppo ancora inagibile a causa dei danni del terremoto del 2012.

Volendo riassumere in poche parole in cosa consiste questa mostra, potremmo dire che si tratta di raffinati ritratti di dame della Belle Epoque, immersi in sale del Rinascimento arredate fastosamente, oltre a paesaggi e nature morte pulsanti di vita. In occasione di questo evento, sono aperte al pubblico aree normalmente non visitabili. Famoso soprattutto per i suoi ritratti, Boldini ha poi sperimentato anche opere di vedute, nature morte, opere sperimentali e ritratti a carboncino che si possono vedere in quest’occasione in un percorso tematico imperdibile. Per De Pisis il percorso è di tipo cronologico, allestito nelle sale dei Camerini, aperte per l’occasione e ricche di storia. Sono esposte le prime opere giovanili e quelle del periodo parigino.

Con il biglietto per la mostra si può visitare anche il Castello Estense al prezzo di 8 €.

Per chi acquista la My FeCard, l’accesso è compreso nel prezzo senza ulteriori costi e per chi come noi è iscritto al circuito degli “amici del castello”, è previsto uno sconto di 1 €.

Ancora una volta, non c’è che l’imbarazzo della scelta e noi non ci faremo sfuggire queste splendide occasioni.

Speriamo farete altrettanto voi!

Veronica

Guest House Delizia Estense 

L’Emilia Romagna è una terra piena di cultura ma anche di sapori e prodotti conosciuti in tutto il mondo. Chi non mangia il Parmigiano Reggiano, il formaggio più famoso al mondo e che presenta diverse qualità? La mia preferita, anzi la preferita di tutta la mia famiglia, è il Parmigiano Reggiano Vacche Rosse, ovvero un grana prodotto a Reggio Emilia utilizzando solo il latte delle mucche rosse che poi sono i quelle tipiche reggiane. Altra caratteristica di questo grana è che ha una stagionatura di minimo 24 mesi. Io l’ho scoperto un paio di anni fa tramite amici, è un grana non da pasto,ma da degustare a pezzi con marmellate e mostarde.

Quando ho scoperto che su Instagram il Consorzio Vacche Rosse ha aperto un profilo, ho subito iniziato a seguirlo: così tra un commento e un “mi piace”, mi hanno detto che avrebbero fatto un instameet all’interno della loro azienda per far conoscere la produzione del grana vacche rosse. Mi sono iscritta subito e ho iscritto anche mio figlio di nove anni, curiosa di vedere dal vivo come si produce un prodotto tipico della terra emiliana.

Ecco che così sabato 29 novembre la sveglia suona presto alle 9.00 e andiamo a Reggio Emilia in azienda: siamo in venti partecipanti muniti di smartphone e macchine fotografiche. Indossiamo cuffie e copriscarpe per entrare nella zona da cui tutto inizia: è una stanza grande con otto vasche di rame nelle quali viene messo il latte delle vacche rosse, il caglio e il siero. Un referente ci spiega che il latte viene prelevato due volte al giorno: quello della sera viene messo in delle vasche grandi e lasciato depositare tutta la notte, perché così viene a galla la panna. La forma di grana è costituita dal prelievo del mattino e quello della notte tolta la panna.

Nelle vasche viene messo anche il caglio e un siero: dopo qualche minuto si vede che il composto diventa gelatinoso, tipo una ricotta. In questa fase il casaro utilizza uno strumento detto spino, un bastone particolare per mescolare il latte: tale fase è detta spinatura ed è fatta tutta a mano. Per ogni vasca si producono due forme di formaggio che si depositano sul fondo, del peso di circa 80 kg, che durante la fase di stagionatura si riduce dell’8% nel primo anno e del 25% nel secondo anno. La lavorazione prosegue portando il tutto a ebollizione. Qui dopo pochi minuti il casaro immerge la mano dentro il calderone e verifica la consistenza del prodotto: è con il tatto che il casaro capisce se deve continuare la cottura oppure lasciare riposare il prodotto. In circa un’ora di lavorazione si creano le due forme, due casari le raccolgono in dei teli di lino e le appendono a dei bastoni per lasciare togliere tutto il liquido. Poi si passa alla fase della fasciatura: sulla forma si inseriscono delle fasce nelle quali si imprime il marchio, poi sopra viene appoggiato un piatto di legno per far uscire il siero ancora presente.  Si passa poi al salatoio, che è un ambiente termoregolato alla temperatura di 16/18°: le forme vengono messe in delle grandi vasche piene di acqua e sale e lasciate lì per venti giorni in modo che assorbano il sale. Ogni giorno i caseari girano le forme che galleggiano in queste vasche. L’ultima fase consiste nel prenderle e portarle nella stanza della stagionatura, la mia preferita, perché qui si sente il profumo del parmigiano. Questo luogo sembra una libreria piena di assi di legno, dove sono appoggiate sopra forme di grana di vari colori: alzando gli occhi si vedono lunghe file di queste meraviglie. É qui che rimangono a stagionare per minimo 24 mesi .

È così strano girarsi e guardare in alto e vedere solo grana. L’ambiente è termoregolato a una certa temperatura e umidità, perché qui la differenza è che si tratta di un alimento Dop (di origine protetta), ovvero un prodotto legato al suo territorio.

Non voglio più uscire da qua ma ci portano in un corridoio nel quale c’è un carrello con tre pezzi di grana di varia stagionatura.

Ce li fanno assaggiare, mio figlio chiede il bis e nota anche lui la differenza di gusto tra quello di 24 e di 36 mesi. Mi giro un attimo e in fondo al corridoio vedo il negozio dell’azienda: ecco, saluto tutti e mi dirigo lì, dove si possono acquistare vari prodotti.

Ehm, ammetto di essere uscita con due sporte piene, ma non solo per me, anche per dei miei amici.

Che bello, esco contenta di aver conosciuto una realtà della mia terra.

Rifletto e penso che la differenza sulla qualità di un prodotto, la fa sempre la persona e la sua manualità: nessuna macchina potrà sostituire l’abilità e la manualità di una persona.

Veronica

Delizia Estense 

11 27th, 2014

Dal 2011 novembre a Ferrara è magico, grazie al Festival della Magia, ovvero una serie di spettacoli con molti eventi collaterali, che è partito il primo novembre 2014 a Comacchio, toccando ogni fine settimana diverse località della nostra regione, per approdare il 29 novembre nella nostra città.

Il tutto parte grazie a una buona causa, sostenuto da IBO onlus, con l’idea di diffondere la cultura della magia e allo stesso tempo far conoscere le azioni di volontariato portate in giro per il mondo da IBO Italia. Un’associazione che si occupa di volontariato, servizio civile, progetti di cooperazione, educazione e sensibilizzazione su pace, diritti umani, giustizia sociale e molto altro ancora. Gli spettacoli spaziano dalla magia sia classica, che moderna, comica e parlata e all’illusionismo, con immancabili colpi di scena. Il tutto si svolge al Teatro Comunale “Claudio Abbado” e la chicca di quest’anno è l’ospite d’onore, niente meno che il Mago Silvan che si esibisce dal vivo. In questa atmosfera non mancano appuntamenti itineranti in città, in tema con il festival, con visite guidate nei luoghi più misteriosi di Ferrara, con cene e aperitivi magici e il concorso “Artemagia” che premia giovani artisti studenti del liceo artistico Dosso Dossi, con opere che fanno incontrare l’arte della pittura con quella della magia.

Domenica pomeriggio è il momento dei ragazzi con un laboratorio di magia che si svolge presso la Caffetteria Castello Estense Ferrara.

Mai come in questi giorni la nostra città è circondata da un alone di mistero e fascino.

Noi ci saremo anche stavolta, e voi?

Veronica

Delizia Estense

11 18th, 2014

Dal 21 al 23 novembre 2014 si svolge a Ferrara la seconda edizione del Festival “Officina del Vintage”, vero e proprio punto di riferimento per gli esperti e appassionati del genere, forte del successo ottenuto con la prima edizione. Un punto di vista e un approccio non convenzionale a tutto ciò che è vintage e remake sono le basi di partenza per questo evento che si anima presso gli Imbarcaderi del Castello Estense. Non si tratta solo di capi e oggetti datati, ma anche di nuove creazioni artigianali volte a rivisitare i costumi del passato, spaziando dall’abbigliamento agli accessori, ai gioielli, ai libri, agli oggetti di design e tanto altro ancora. La mostra mercato vuole proporre una selezione ricercata di collezionisti e artigiani specializzati in questi prodotti dal fascino indiscusso che tanta risonanza hanno presso le nuove generazioni. Vengono inoltre messe in mostra le foto più votate di un concorso fotografico dedicato agli utenti Instagram intitolato “Natale Vintage”, avente lo scopo è dare ai concorrenti la possibilità di sfogare la loro creatività, utilizzando vecchie foto di famiglia o creandone di nuove mantenendo lo stile retrò. Il programma prevede diversi eventi, presentazioni, proiezioni, con l’intento di raccontare tutto ciò che è vintage sotto le più svariate sfaccettature.

Questo fine settimana presso il Quartiere Fieristico di Ferrara va in scena “Usi e Costumi”, fiera internazionale che ha come finalità l’approfondimento del patrimonio storico e la tradizione, volta a chi opera nel turismo sostenibile. È per definizione un vero e proprio “viaggio tra luoghi, sapori e rievocazioni storiche”. Scoprire il patrimonio culturale e la storia di località sia italiane che estere attraverso rievocazioni storiche, festival, itinerari turistici è la missione di questo evento. Questo contesto è l’ambiente ideale per far incontrare operatori culturali del settore e associazioni.

Sabato 22 novembre il Teatro Comunale ospita nelle sale del Ridotto l’ottavo appuntamento di In Corde: il Festival, giunto all’ottava edizione, tocca le città di Modena, Imola, Carpi, Budrio e Bologna dal 16 al 23 novembre. Diversi interpreti di alto livello che suonano brani famosi, tutto con lo scopo di esplorare quel mondo affascinante che rappresenta la chitarra. Considerando che tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, ci sembra davvero una splendida occasione per deliziarci con ottima musica. Tutti gli appuntamenti di Ferrara sono delle delizie, noi ne sappiamo qualcosa.

Veronica

Delizia Estense 

Dopo il grande successo ottenuto dalla prima edizione, torna a Ferrara “Mastro Birraio Ferrara”, fiera specializzata sulla birra artigianale, nei padiglioni di Ferrara Fiere, occupando uno spazio di 6.000 mq.

Dal 7 al 9 novembre 2014 c’è la possibilità di degustare centinaia di birre e sfiziose prelibatezze gastronomiche di alta qualità, con tanto di corsi di degustazione tenuti dai più grandi esperti italiani, per imparare a fare gli abbinamenti e la produzione in casa della birra. Tutte le bevande sono presentate direttamente dai loro produttori e sono presenti anche i produttori degli impianti per la fabbricazione artigianale della birra. Una ricca kermesse che offre intrattenimento per tutte le esigenze. Per gli appassionati, sono presenti giochi datati come calcetto, freccette e vecchi giochi elettronici. Concerti e spettacoli teatrali itineranti fanno da giusto corollario a questa tre giorni di delizie. Laboratori artigianali che insegnano a produrre birra tradizionale e quella senza glutine, oltre al loro abbinamento con i formaggi. Navette gratuite collegano la stazione dei treni con la fiera. Una volta di più, la nostra città offre l’occasione di condividere un momento di festa deliziando i partecipanti su più fronti e prendendoli per la gola.

Non dimentichiamo che domenica 9 c’è anche l’appuntamento mensile con la Fiera del Prodotto Naturale Biologico in Piazza Trento Trieste. Promossa dall’associazione “Giardino dei semplici” che hanno come scopo divulgare prodotti naturali biologici, siano esseri alimentari o per la cura del corpo e della casa.

L’8 e 9 novembre sono anche i giorni in cui si svolge in questo mese il mercatino di artigianato hobbystico “La Fucina delle idee – Opere d’ingegno”, nel quale si possono trovare creazioni di ogni sorta che hanno come unico comune denominatore passione e originalità trasformate in prodotti in ceramica, legno, stoffe e quant’altro frutto della creatività di artigiani che dal nulla creano vere e proprie opere d’arte.

Ferrara non dorme mai, non vorrete farlo voi? Vi aspettiamo!

Veronica

Delizia estense

Come alcuni di voi sanno, tra le mie varie attività faccio parte del team degli instagramers Ferrara, detti igers. Gli instagramers sono gli utilizzatori di Instagram, un’applicazione fotografica, che permette la condivisione di foto in rete. La community organizza eventi e promuove attività del territorio. 

Ebbene, quando ho letto che davano la possibilità di andare alla Reggia di Colorno, vicino a Parma, dentro la scuola internazionale di cucina Alma, non ho saputo resistere… sono sempre attratta dalle nuove esperienze e poi quelle di tipo culinario anche di più.

L’evento riguardava la presentazione di un menu a KM 0, cioè con prodotti presi direttamente dai coltivatori diretti e la  presentazione di un concorso culinario, utilizzando solo prodotti del territorio del Parco Tosco Emiliano.

La scuola Alma è una delle più importanti a livello internazionale, è il frutto della collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, la Provincia e la Camera di Commercio di Parma, con l’obiettivo comune di valorizzare la cucina italiana e più in generale i prodotti italiani, favorendone lo sviluppo e la diffusione in tutto il mondo. ALMA forma cuochi, pasticceri, sommelier, manager di sala e della ristorazione, provenienti da ogni Paese, per farne veri professionisti grazie ai programmi di alto livello realizzati con gli insegnanti più autorevoli, il cui rettore è lo chef Gualtiero Marchesi, un nome conosciuto a livello mondiale.

Mi arriva la conferma della partecipazione, lunedì 3 novembre ci si trova alla reggia di Colorno: parteciperanno alla giornata anche altri instagramers di Parma e Reggio Emilia. É sempre bello conoscere nuovi igers con cui si condivide la passione dell’applicazione ma anche della fotografia e di tutte le applicazioni connesse. Lunedì sono prontissima, ho organizzato la famiglia, ho realizzato il solito gioco d’incastri per i figli, il lavoro e quindi parto.

Ecco, guidare non è che mi piaccia, anzi lo trovo di una noia mortale, però sono tutta eccitata all’idea di quello che mi spetta, tanto che forse non mi accorgo nemmeno che per arrivare a Parma ci vogliono due ore: infatti arrivo con grande anticipo per cui che faccio? Siamo nella zona del mio formaggio preferito, il Grana Reggiano Vacche Rosse, quindi lo vado a comprare… un pezzo, no! Quattro pezzi: due li regalo, due me li tengo e me li gusto accompagnata dalla marmellata di pomodori verdi che so fare. Che profumo emana il grana vacche rosse, è quello stagionato oltre i 24 mesi, una bontà… noi in casa lo mangiamo così, a pezzettini… sono già contenta della mia trasferta. Si, ma la giornata continua e arrivo a Colorno. Trovo il parcheggio e oplà mi trovo davanti a questo splendido palazzo, di cui una parte è dedicata alla scuola Alma e un’altra invece è adibita a museo: mi piace l’idea che gli edifici storici abbiano una loro  funzionalità ancora oggi in epoca moderna, purtroppo riesco solo a vedere solo una parte della reggia, ma mi riprometto di ritornarci. Entro è c’è una serie di cortili, uno dopo l’altro, ovvio che tiro fuori il telefono e scatto, nell’attesa di conoscere gli altri igers.

Arriva Sara, igersreggioemilia, poi con un po’ di ritardo Davide di igersparma: la cosa bella degli igers è che hanno tutti una certa propensione al sorriso e un pizzico di follia: ci troviamo bene.

Ci accompagnano in aula sottotetto con le bellissime capriate a vista, tutta attrezzata per la presentazione. I partecipanti sono tutti ristoratori che si trovano nella zona del Parco Tosco Emiliano. I miei compagni di avventura sono sempre lì con il telefono o il tablet in mano a scrivere o chattare. Parliamo sottovoce delle nostre community e delle varie attività che abbiamo in corso, ci scambiamo informazioni, condividiamo. Intanto il direttore della scuola presenta il progetto di un concorso culinario in cui i partecipanti, i ristoratori dei comuni del parco, dovranno presentare un menu a km 0 composto di antipasto, primo, secondo piatto e dolce utilizzando i prodotti del territorio e che tenda a valorizzare il tema del prodotto tipico soprattutto in attesa di Expo 2015. Wow, mi dico, vorrei avere più competenze culinarie per poter essere il giudice di questa gara, ma purtroppo non le ho.

Ci spostiamo nella sala del ristorante della scuola, rimango subito colpita dalla presentazione della tavola e da un mega televisore in cui si vede la cucina e tutti i cuochi in azione… bellissimo! Come sono veloci, mi incanto a guardarli. Il menù offerto varia tantissimo, da un antipasto di frittella di castagne, su un letto di fonduta di ravviggiolo, miele e genziana, all’insalata di fagianella al tartufo bianco, alla zuppa di rane ed erbe spontanee, trota di fario alla cenere di cipolla e funghi, crema di radici amare e pane di montagna al Sassolino gelato di dragoncello su composta di cachi alla vaniglia. Ecco, mi va bene tutto… ma le rane? Mi torna in mente quando mio nonno mi portò in un ristorante a mangiarle fritte: ecco, non è proprio un bel ricordo… Va bene, ma non posso certo fare la schizzinosa. Iniziano ad arrivare le portate, il servizio è eccellente, ci servono acqua e vino, ci cambiano forchette a ogni portata con molta gentilezza, e soprattutto sono velocissimi, non sbagliano un tempo tra una portata e l’altra. Ecco, arrivano le rane ehm, come si mangiano? Vedo un ossicino che spunta fuori… sono in estrema difficoltà… ah ma per fortuna che sono in un tavolo con altre persone per cui mi metto a osservarle… benissimo, prendono le rane con le mani… dopo avere mangiato la zuppa. Va là, mi ero già immaginata a dovere gestire in altra maniera la situazione.

Alla fine del pasto escono gli chef e lo staff della cucina, io subisco sempre il fascino della divisa, poi adoro gli uomini che sanno cucinare forse perché in due mosse riescono a creare dei piatti che io neanche se m’impegno tre giorni riesco. Ci spiegano la realizzazione dei piatti e poi alla domanda che chiede da dove arrivino i prodotti e viene fuori che le rane e le trote di valle provengono da Ferrara!

Si ride, si scherza, c’è una bella atmosfera, i ristoratori sono curiosi.

Grazie Appennino Tosco Emiliano e scuola Alma, è stata un’esperienza ricca di conoscenze.

Veronica

Instagramer Ferrara

Delizia Estense  

10 21st, 2014

Feshion Coupon, agenzia di promozione e organizzazione eventi di Ferrara, promuove l’evento “Calici d’Autunno”, nell’ambito della rassegna di eventi volti a rivalorizzare il centro storico e tutte le varie attività commerciali. Il 25 ottobre 2014 questa degustazione eno-gastronomica itinerante si snoda per le sei principali vie della zona pedonale dalle 11 alle 15 e dalle 17,30 alle 21,30. Acquistando un ticket per soli 10,00 € si possono degustare tre calici di vino e tre pietanze composte di un antipastino, un piatto della tradizione e un dolce. Il tutto in un contesto come il nostro centro storico per dare un tocco magico in più a questa splendida iniziativa. Diversi locali del centro ospitano questa iniziativa, con l’aiuto di camerieri che sono i migliori alunni che l’Istituto Alberghiero Vergani-Navarra mette a disposizione ogni anno. Ci sembra davvero una bella occasione per venire a scoprire la nostra splendida città.

Nel frattempo, si è aperta il 5 ottobre un’esposizione di dipinti di arte sacra del Cinque e Seicento di grandi maestri ferraresi come Sebastiano Filippi detto il Bastianino e Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino, che si protrarrà fino al 30 agosto 2015 a Palazzo Bonacossi. La successiva destinazione di queste opere sarà Palazzo Schifanoia non ancora completamente ristrutturato in seguito al terremoto del 2012. Una delle opere di punta presenti è sicuramente il Busto di Leopoldo Cicognara di Antonio Canova. Una ricca mostra divisa in quattro sezioni che tra l’altro è addirittura a ingresso libero. Attenzione però, che di domenica è chiusa.

Tra le tante proposte di questo fine settimana, c’è anche il LinuxDay, nell’ambito della Giornata nazionale dedicata alla promozione di Linux e del Software Libero e Open Source che prevede una serie di eventi organizzati simultaneamente in più di cento città in tutta Italia per tutta la giornata del 25 ottobre 2014. Anche qui l’ingresso è libero e il suo svolgimento è nell’Aula Magna Polo Scientifico Tecnologico in via Saragat n. 1. Lo scopo è diffondere questi prodotti gratuiti ed è rivolto a chiunque, dai neofiti agli esperti del settore. Molti volontari del Ferrara LUG (Linux user group) sono poi a disposizione di tutti i partecipanti per rispondere a tutte le loro domande e curiosità. Ancora una volta, ce n’è per tutti gusti. Le occasioni si ripetono, si ampliano, interessano il pubblico più disparato, ma una cosa non cambia mai: l’ambientazione ovvero Ferrara!