Delizia Estense e le Invasioni Digitali


Sabato 3 maggio si è svolta a Ferrara l’invasione digitale a Palazzo Schifanoia.

In cosa consistono le Invasioni Digitali? Si tratta di un progetto rivolto a diffondere la cultura digitale e l’utilizzo degli open data, di formare e sensibilizzare le istituzioni all’utilizzo del web e dei social media per la realizzazione di progetti innovativi rivolti alla co-creazione di valore culturale, oltre che alla promozione e diffusione della cultura (www.invasionidigitali.it). Ogni anno si crea un evento in un luogo storico (museo, piazza, sito archeologico) da effettuarsi in un certo periodo, di solito tra fine aprile e maggio.  Una volta individuato il luogo, si promuove l’evento sui siti web e/o attraverso Eventbrite, in modo da coinvolgere più persone.

Le invasioni sono partite in Italia nel 2013, e nella nostra città la prima è stata fatta al Castello Estense. Purtroppo non ho potuto partecipare perché i posti sono sempre limitati e in poche ore sono stati tutti esauriti. L’evento è stato organizzato dai Musei Civici d’Arte Antica in collaborazione con gli Instagramers di Ferrara.

Poteva mancare la Delizia Estense all’invasione di una vera e propria Delizia?

Assolutamente no! L’occasione di poter fotografare gli affreschi del 1400 di Palazzo Schifanoia era troppo ghiotta, soprattutto perché ho acquistato da poco una macchina fotografica reflex e mi sto impegnando a usarla.

Così, armata di smartphone (con carica batterie portatile), reflex e tablet (non si sa mai che all’ultimo mi manchi qualcosa) ci siamo trovati con gli amici instagramersferrara alla Delizia Estense per creare lo striscione con la scritta ‘invasione compiuta’. Un vecchio lenzuolo bianco e un spray rosso, il simbolo delle invasioni  e la creatività di Erika, così sotto gli occhi di Andrea, Ilaria, Barbara, Gabriele, Esteban, abbiamo realizzato il cartellone.

Era tutto pronto alle ore 17.30 per il  ritrovo nella porta del Palazzo Schifanoia. Mi sono stupita notando subito una grande partecipazione di gente: eravamo più o meno ottanta persone accompagnate dalla guida del museo. Siamo saliti su per le scale ed entrati nel salone dei mesi, dove la guida ha iniziato a raccontare…

Schifanoia era uno dei luoghi di divertimento della Corte Estense, e già nel nome ‘schivar la noia’ si ritrova la sua vera essenza.

Il salone dei mesi è suddiviso in dodici parti, ripartite a loro volta in tre fasce. A tutt’oggi si possono visitare solo sette parti.

Nella fascia superiore un carro che porta in trionfo una o più divinità greco-romane, è trainato da animali reali o fantastici. La/e divinità nomue/protettore sovrintende/ono a una serie di azioni che si svolgono nella fascia inferiore. A destra e a sinistra sono raffigurate scene del lavoro e della vita quotidiana coeve.

La fascia mediana presenta al centro il segno zodiacale relativo al mese accompagnato da tre decani, la fascia inferiore racconta episodi, eventi e personaggi occorsi o quotidiani della vita di Borso d’Este con intenti autocelebrativi.

A fianco al salone c’è un’altra stanza più piccola con un soffitto meraviglioso pieno di stucchi lignei e colori, poi incassate ci sono rappresentate le figure delle Virtù: - Fede, Speranza e Carità Prudenza, Fortezza e Temperanza.

Il museo era nostra disposizione per due ore, subito ci siamo sparpagliamo in giro per trovare la posizione migliore; per un attimo mi è venuta voglia di chieder se avessero una scala alta per salirci sopra, ma dubito che me l’avrebbero data.  Ho proseguito, mi piaceva sentire il ‘click’ della mia macchina fotografica e ho notato che ogni macchina aveva un suo suono. Ho cliccato con tutto, reflex, smartphone, tablet, ho chiesto consigli agli amici fotografi su quale Iso stessero usando, ho fatto tante prove. Con gli instagramers abbiamo iniziato intanto a fare foto tra di noi, con dietro il salone, nelle pose e con espressioni particolari. Quando la gente ha iniziato a scemare, io ho cominciato a scattare per terra, appoggiando la macchina sulle panchine. Volevo realizzare scatti da nuove prospettive, seduta per terra… Ecco, in quel momento, la mia amica Erika mi ha immortalata in pose decisamente strane.

Poi ci siamo recate all’adiacente Museo del Lapidario, dove sono esposte lapidi romane ritrovate. Ma lì siamo rimasti poco, erano ormai passate le 20.00 e noi eravamo alquanto stanchi, così la comitiva ha preso una saggia decisione: ‘dove andiamo per l’aperitivo?’

Una splendida esperienza da rifare ogni anno.

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